Primordiale Ombra D'Amore

scritto da LauraL.
Scritto 7 giorni fa • Pubblicato 6 giorni fa • Revisionato 6 giorni fa
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Autore del testo LauraL.

Testo: Primordiale Ombra D'Amore
di LauraL.

Primordiale Ombra d’Amore

Sfioro la pallida luce  
dietro le mie ciglia socchiuse,  
e un candido, silenzioso sorriso  
ti consacra innocente d’incanto,  
mentre il tuo tremulo alito,  
tiepido incenso d’aurora,  
sfiora le vestigia  
di antichi spartiti di firmamenti,  
là dove il mio cielo custodisce  
le sue più segrete  
e insonni, sconfinate costellazioni  
nella pulsante salmodia  
delle parentesi del cuore.  
I tuoi baci rivestono di porpora  
la mia pelle infante alla luna,  
tracciando con famelico slancio  
la mappa serica del desiderio,  
ideogrammi ardenti,  
sigilli d’ambra e di saggia magenta  
che il fuoco dell’anima  
decifra con labbra voraci.  
Sono colate di lava,  
fenditure scarlatte  
nel grembo della notte,  
sentieri di paradiso senza sbarre,  
ove persino il peccato  
si spoglia del suo tabarro  
e impara a evocarsi libertà.  
Noi, sciarpe di turbinii d’amore,  
damaschi intessuti  
d’ineffabile vertigine,  
avvolgiamo le nostre mani,  
stanche di prodigi,  
dissetate alla fonte del delirio  
che spiega in preghiera  
alle ciglia della primavera  
rossi tulipani sulla sabbia  
che non perdona,  
mentre i sospiri,  
vergati con inchiostro di rugiada,  
sigillano il loro laccio senza nodo  
in broccati di stelle pellegrine,  
tra lenzuola scritte di malizia  
dove la seta mormora passione  
in salmi d’acqua in cui inabissarsi.  
E la notte, ebbra di noi,  
suona liuti di cristallo  
al cospetto della terra  
che taciturna sostiene  
le nostre nude perle di sudore.  
Socchiudi gli occhi,  
tremando di meraviglia,  
e il mio sguardo  
varca la soglia  
del tuo sacrario più dolce,  
là dove l’amore erige  
il suo altare con ceri di miele  
e cattedrali di batticuori.  
Sulla tua pelle,  
abbandonata al tepore  
di una coltre ambrata,  
incidi il mio sapore  
mentre fiocchi d’argento,  
rubati agli angeli,  
si sciolgono in rugiade di nettare  
sul confine segreto  
dei nostri sogni.  
Oh, l’amore è il più sublime dei delitti,  
un’eresia che profana  
le leggi del tempo,  
un furto compiuto  
ai danni dell’eterno,  
che seduce chi osa attingere  
alla sua essenza disarmata,  
alla sua nudità senza veli,  
per aspergerla sui lembi  
consunti dei secoli  
e far germogliare rose  
là dove la memoria  
aveva sepolto le spine.  
E in questo sacrilego prodigio,  
ove il fato si smarrisce  
fra le proprie sentenze,  
i nostri rizomi si fondono,  
si cercano nel buio  
con dita sotterranee,  
si avviluppano in nodi  
di luce fossile,  
finché ogni radice  
diviene respiro  
e ogni respiro si fa ignoto.  
Perché l’amore  
non conosce orizzonti,  
è un giardino occulto  
sotto la pelle del mondo,  
un’arca di fuoco  
custodita nell’invisibile,  
dove l’anatomia dell’infinito,  
con compasso d’oro  
e calamo di cometa,  
incide sulle tavole  
enigmi d’eternità,  
le trame irripetibili  
del nostro intrecciato destino.  
E se un giorno,  
per l’accusa dell’errore,  
il bagliore del nostro eco d’amore  
si spegnesse al fiato del fato,  
smarrendo il nostro nome,  
separandoci come dardo e cerbottana  
quando il silenzio inghiottisce  
l’ultimo lamento  
all’egoismo del vento,  
io saprei ancora riconoscerti  
nel palpito remoto  
di una radice che non mente,  
nel sangue segreto della terra,  
nel grembo insondabile  
dell’ombra primordiale.  
Poiché tu sei  
la mia eternità in gemme vergini,  
l’esse che attraversa i secoli,  
la linfa che redime ogni caducità,  
il prodigio che nessuna  
morte dissolve.  
E noi, amanti oltre ogni confine,  
continueremo a fiorire nell’invisibile, là dove persino un dio, tacendo,  
si meraviglia dell’amore  
che abbiamo osato  
chiamare perpetuo.  

Laura Lapietra ©

Primordiale Ombra D'Amore testo di LauraL.
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